L'Inferno è già qui. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare di saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio

Italo Calvino


 

 

a C.

 

Poi fammi scomparire tra gli anelli
di fumo della mente,
giù nelle brumose rovine del tempo,
lontano dalle foglie gelate
dagli alberi atterriti, stregati,
fuori dalla spiaggia ventosa,
lontano dal corso contorto
del dolore impazzito.

Sì, danzare sotto il cielo diamante
con una mano che libera fluttua
profilata dal mare, accerchiata
dalla sabbia del circo,
con tutta la memoria e il destino
cacciati in fondo alle onde,
lasciami scordare oggi fino a domani

Bob Dylan

spezzare cadente il corso delle stelle
ai capelli di una coda di cometa risalire
fin dove si dissolvono i sospiri degli spettri
per lambire le lingue ardenti dei pianeti,
scivolare tra le pieghe dell'abito del tempo
scostare le valve bluastre della luna
per mordere la perla dura della gioia
precipitare lento di meteora inesplosa

Dal ciglio sottilissimo tendermi a guardare
nell'ingordo ventre del cratere
lasciarci scivolare una parola sola
che altri brandiranno nel capire
memoria galleggia dove l'aria
gravita l'attesa dell'umano
nell'autunno privato quando il vento

Chiara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ad Ale e Moni

Il tempo ha evacuato la terra dei fantasmi
snudato le lunghe lance della luce
che sfiora il tocco lieve dell'aria,
mentre si allungano ad accarezzare
insinuando la punta sul tavolino
per raddoppiarmi d'ombra le mani,
cammino dove più non potevo,
è solo chi il buio l'ha sceso
a vedere dove viene l'amore
come un fuoco dentro distante
in sentieri che non hanno riparo.

Chiara De Luca


sono sui passi per non rimanere
come ieri, o era un altro magari
un viaggio che si adatta
al non essere più vero
di questo silenzio sceso
su chi non ti usa
su chi non ti chiama casa
per restare a bocca chiusa

Alessandro Assiri


Nel tempo s'impara a migrare internamente,
per cambiare casa non occorre traslocare:
sbiadiscono le voci come stanche foto
non danno nostalgia paesaggi già sommersi,
s'incartano i ricordi belli per riporli
come ciò che del vissuto è stato risparmiato.
È una musica l'assenza che sfuma intensamente,
siamo note nel vuoto a cercare uno spartito
e non resta bianco all'infinito il pentagramma.

Chiara De Luca



vedi torniamo a esser deboli
in ogni giorno che al futuro assomiglia
in un posto speciale dove
tragicamente
disperarsi a pochi passi da casa
dove il tempo non è pieno
ma solo arrotondato per tornare



Alessandro Assiri


Sentire il moto inverso della vita
comporsi sotto il passo di tallone
è stato un giorno come rivenire,
non nelle pupille ma nel bianco
dell'occhio imprime la fascinazione,
animare dita timide di ombre
segnare volti in pace all'ubriaco
che sugge luce nel deserto dell'attesa
dove dimora è chimera in lontananza,
oasi coincisa col principio del ritorno
senz'aver coperto la distanza.

Chiara De Luca



Dove eravamo dimmi
e dov'era il tentativo
in fondo a quello che non abbiamo saputo
interrogare
sonnecchiando nelle parole non dette
aspettando bottiglie dal mare

Alessandro Assiri

 

 

 

 

 

 

 

 

Carmen Consoli - per niente stanca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto accade pressapoco come
se rimproverassimo alla mela
d'essere buona da mangiare.
Ma altri pericoli rimangono.
quello di lasciarla sull'albero,
quello di scolpirla nel marmo,
e l'ultimo, il peggiore:
non perdonarle di essere cera.


R. M. Rilke.





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

29/06/2008


Poesie di Alberto Cellotto da Grave, Editrice Zona 2008


 

23/06/2008


Poesie di Stefano Sturloni, da Ipoesie, Quaderni della Società Speleologica Italiana 2008


 

15/06/2008

 

Poesie di Bruno Bartoletti da Il tempo dell'attesa, Società Editrice Il Ponte Vecchio 2005


 

 

 

 

 

 


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